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Spesso ci troviamo a lamentarci della vita qui in Italia e sognamo ad occhi aperti sul fatto di poter partire, lontanto da tutti e da tutto, per conoscere nuovi posti e sperimentare nuove avventure. Poi però rimane un sogno, un obiettivo distante in cui, per paura, non ci cimentiamo. I 2 coraggiosi intervistati, Marco (18anni) e Giulia (17 anni) hanno avuto il coraggio di partire e uno ha fatto un’esperienza di studio di un anno uno in Honduras, l’altra sta affrontando tuttora questa esperienza in Lettonia. Sentiamo cos’hanno da dirci.
COME MAI HAI DECISO DI PARTIRE? I TUOI GENITORI ERANO D’ACCORDO?
MARCO: sono venuto a conoscenza della possibilità di poter trascorrere un anno all’estero con intercultura grazie a amici. Mi sono innamorato dei loro racconti tanto che ho deciso di provarci anche io e mi sono iscritto al concorso. I miei genitori erano d’accordo anche se non erano certi che avrei vinto il concorso.
GIULIA: mi hanno dato il volantino a scuola ma leggendo i prezzi avevo scartato abbastanza l’idea. Ne ho comunque parlato coi miei genitori che, poiché sostenevano fosse un’esperienza da fare, sono andati alla riunione. Hanno scoperto che c’era la possibilità di vincere una borsa di studio e di conseguenza ho provato iscrivendomi al concorso.
SEI CONTENTO DEL POSTO IN CUI SEI CAPITATO O SPERAVI ALTRO?
MARCO: hai la possibilità di esprimere 10 preferenze e mi hanno assegnato la terza, mi ritengo dunque soddisfatto.
GIULIA: sono abbastanza soddisfatta perché era la mia terza scelta. La prima era il Sudafrica e ogni tanto mi viene da pensare che la Lettonia in confronto non è un confronto. E’ comunque un bellissimo posto sebbene relativamente vicino a casa.
QUAL E’ STATA LA COSA PIU’ DIFFICILE DI QUESTA AVVENTURA?
MARCO: l’ambientarsi e l’abituarsi.non conoscevo nessuno e la cultura è molto diversa. Poi le cose hanno cominciato a migliorare.
GIULIA: inizialmente il fatto che non capissi nulla di quello che dicevano, mi dava quasi fastidio non riuscire a capire. Poi mi sono abituata e ora quando hanno qualcosa magari da ridire sul mio conto ne approfitto e dico che non capisco.
TI MANCA/E’ MANCATO QUALCOSA DELL’ITALIA?
MARCO:all’inizio mi sono mancati molto i miei amici e il cibo.. poi la nostalgia è passata anche grazie ai nuovi amici da paesi tutti diversi.
GIULIA: moroso, famiglia, amici, cibo.. quest’ultimo alla fine lo posso cucinare (precedo sempre la mamma in cucina per evitare di dover saltare la cena) ma la pizza vera mi manca molto. Le persone so che le rivedrò tra 8 mesi ma comunque le sento regolarmente via skype quindi cerco di non farmi abbattere dalla nostalgia e vivere a pieno questa esperienza.
QUALI COSE TI HANNO MAGGIORMENTE IMPRESSIONATO NEL TUO VIAGGIO?
MARCO: molte cose. L’Honduras è il secondo paese più povero delle Americhe e molta gente vive in baracche di lamiera. Sebbene vivessero in condizioni pietose però hanno una grandissima ricchezza interiore e sono pieni di vita e allegria. Poi i paesaggi dei caraibi sono mozzafiato e gli animali che li popolano spettacolari.
GIULIA: qui le persone sono abbastanza riservate e chiuse, specie verso gli stranieri poiché in passato son sempre stati conquistati da altre popolazioni. Per questo son molto patrioti e comprano prevalentemente prodotti interni e festeggiano i giorni in cui la Lettonia ha ottenuto l’indipendenza.
IL PIU’ BUON CIBO DEL PAESE IN CUI SEI ANDATO?
MARCO: i fagioli, li si mangiano sempre i fagioli ma sono molto buoni. Anche il pan di banano, che è un dolce di banane e frutta secca, era tra i miei preferiti.
GIULIA: mmm domanda difficile… Qui è tutto abbastanza calorico. Credo siano la zuppa di zucca, curry e gamberetti della mamma e la sua torta di mele. Le mangio a quantità enormi.
HAI AVUTO PROBLEMI CON LA LINGUA?
MARCO: no, lo spagnolo è molto simile al dialetto veneto e quindi capivo abbastanza. Dopo 2/3 mesi avevo acquisito a pieno la lingua e la domesticavo con destrezza.
GIULIA: il lettone è una lingua difficile. Chi studia latino può capire! Ha 7 casi e 6 declinazioni. Lo sto studiando e spero di riuscirlo a parlare per giugno.
LA SCUOLA E’ DIFFICILE?
MARCO: no, per niente! L’organizzazione è diversa ma avevo meno da studiare che in Italia. Poi ho però dovuto recuperare le materie che in Honduras non facevo.
GIULIA: è leggermente più facile che in Italia ma a educazione fisica mi ammazzano. Sono riuscita a prendere 2!
IN COSA SEI CAMBIATO?
MARCO: ho capito le mie potenzialità e iniziato a vedere la mia vita e il mio futuro con una prospettiva completamente diversa
GIULIA:essendo qui da 3 mesi è difficile da dire. Di certo sto iniziando a comportarmi come i lettoni, quindi a fregarmene di quello che gli altri pensano su di me e non sparlare alle spalle.
CONSIGLIERESTI AGLI ALTRI QUESTA ESPERIENZA?
MARCO: assolutamente si. Ti fa crescere. Non a caso ora faccio il volontario per intercultura.
GIULIA. Assolutamente si! Chi pensa che l’Italia faccia schifo riesce a coglierne la sua bellezza. Poi conosci posti e gente nuova, una nuova lingua e metti alla prova te stesso. È difficile ma rafforza molto.
Ora che avete sentito la storia di questi 2 ragazzi, non si è insinuata in voi la voglia di partire?

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Categories: Scuola

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