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Premetto che non è mia intenzione schierarmi per il SI o il NO ,anche perchè a questo punto non ha alcuna importanza, bensì di ragionare coi miei lettori su alcuni pensieri suscitatemi dai risultati, che spero possiate condividere, in caso contrario mi auguro possiate farmi presente delle vostre opinioni a riguardo nei commenti sotto.
Il trionfo del NO al referendum costituzionale e il clamoroso fallimento della riforma proposta da Renzi pone numerosi spunti di riflessione sulle modalità con cui gli Italiani lo scorso 4 dicembre sono andati al voto.
La percentuale degli elettori votanti ha dimostrato che l’Italia è una nazione dove la democrazia è viva . Un’ affluenza del 68,5% alle urne è andata oltre ogni ipotesi e previsione, tenendo conto delle affluenze alle più recenti votazioni : alle Europee del 2014 era stato il 58,7% degli italiani a votare , al referendum del 2001 il 23,9% , al referendum del 2006 il 22,4% ; al referendum sulle trivelle del 2016 solo il 19,8%. Sicuramente una proposta di riforma costituzionale ha risvegliato il senso civico di molti, vista la delicatezza dell argomento, c’è da sperare che in futuro l’affluenza si mantenga su questi livelli e che cali sempre di più la percentuale di italiani che decidono di estraniarsi dalla vita democratica del loro paese, dato che non vi è alcuna valida giustificazione per non esercitare il proprio diritto al voto.
Il Referendum del 4 Dicembre 2016 dovrà passare alla storia come una “festa della democrazia”.Il popolo italiano ha detto NO al modo in cui Matteo Renzi voleva cambiare la Costituzione, dimostrando un forte attaccamento alla Carta fondamentale e bocciando così un intera fase politica che si è chiusa con le dimissioni del premier, che coerentemente a ciò che aveva annunciato in caso di sconfitta ha posto fine al suo governo. Di sicuro il principale artefice della sconfitta è stato lo stesso Renzi, che ha sbagliato nel proporre una riforma con alcuni buchi e incertezze ma soprattutto nell’assumere un ruolo da protagonista nella riforma. Tuttavia non si può ignorare come un contrarismo del 59,7% sia esagerato per una proposta che era si rivoluzionaria ma non cosi estremista da poter stravolgere il paese…la verità è che il fronte del NO deve una vittoria così schiacciante a molti fattori che purtroppo non c’entrano con la riforma costituzionale. Tra i contrari vi è una buona parte che si è fatta influenzare da sciocchezze e questioni non attinenti alla materia della riforma, come chi a votato NO più per l’ostilità al governo Renzi che per difendere la Costituzione, questi elettori hanno dimostrato grande ignoranza in materia e di certo rappresentano la mela marcia del paese, plagiati dalla retorica di capi di partiti che per mesi hanno privilegiato uno scontro velenoso sul governo, lasciando in ombra i contenuti della riforma stessa, quasi fossero secondari. Questi capi di partito sono quelli che ora vorrebbero convincerci che la vittoria del NO rappresenta il successo del populismo contro l’establishment, ciò significherebbe regalare impropriamente a Beppe Grillo e alla Lega una grande prova di democrazia, come se il loro successo fosse paragonabile alla vittoria di Trump o alla Brexit…. e non c’è niente di più sbagliato.
Infine c’è un ultimo dato che coglie l’attenzione di molti: com’è possibile che al Sud ci sia stata una forbice così ampia ( NO al 68.7% e SI al 31.3%)rispetto al Nord in cui i risultati sono stati più equilibrati(NO al 56% e SI al 44%)? Oltre alla scarsa popolarità di Renzi al Sud bisogna considerare che le regioni del meridione sono quelle con il più alto numero di dipendenti statali( impiegati nell’amministrazione della regione, provincia,comune,forze dell’ordine, guardie forestali…) per numero di cittadini, sorge quindi spontanea una considerazione: dato che la riforma proposta da Renzi mirava a una limitazione delle competenze regionali e provinciali quali il governo del territorio, la formazione professionale, il turismo, ecc ecc a favore di una maggiore centralità dello Stato e una riduzione degli sperperi delle regioni, con taglio dei costi dovuti ai troppi impiegati statali (tra l’altro di dubbia utilità) che pesano fin troppo sulle casse statali, senza ombra di dubbio se avesse vinto il SI ci sarebbero stati molti impiegati inutili finalmente lasciati a casa……è ovvio che i diretti interessati, nonchè gran parte della popolazione meridionale che vede nell’impiego statale la possibilità di un posto fisso con paga assicurata e numerosi vantaggi, si è espressa contro la riforma ponendo l’interesse personale al di sopra del benessere dello stato, visto che non si sono interessati se fosse giusto o meno cambiare la Costituzione con le modalità proposte da Renzi.
Questo è solo un parere personale e vi invito ad interagire se non la pensate così, visto che la libertà di espressione è uno dei più grandi valori della Repubblica, vi garantisco che ogni commento sul nostro sito sarà ben accettato.
Ci aspettano anni duri davanti a noi, anni in cui dovremmo portare il nostro paese al cambiamento e alla modernizzazione perchè troppo spesso si sente dire di un Italia arretrata rispetto ad altri paesi dell’ UE e questo è inaccettabile per un paese come il nostro, patria di grandi uomini che hanno lasciato il segno nell’umanità. La proposta di Renzi non ha convinto il popolo ma il progresso è inevitabile e prima o poi ci dovranno essere cambiamenti che seguano i più alti valori democratici su cui si basa la nostra Costituzione. VIVA LA REPUBBLICA!!! EVVIVA L’ITALIA!!!

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Categories: Attualità

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