CondividiShare on FacebookShare on Google+Tweet about this on TwitterShare on TumblrEmail this to someoneShare on LinkedInPin on Pinterest

L’intelligenza è la capacità in “dotazione” ad un essere umano, di usare prontamente l’intelletto, e dunque, di intendere.

A partire dal 1956 gli scienziati si sono lanciati in un’impresa eccezionale: creare l’intelligenza artificiale con l’aiuto di particolari calcoli e software che sono tuttora utilizzati nelle macchine tecnologicamente avanzate e nei computer che usiamo quotidianamente.

Da sempre le macchine sono state create per essere d’aiuto all’uomo; ma oggi si è aggiunto un nuovo obbiettivo nella mente umana, estremo e sconcertante: creare androidi (robot con sembianze umane) che abbiano una loro intelligenza, capaci di riconoscere cose e persone, capaci di muoversi e dialogare autonomamente e in più capaci addirittura di provare emozioni.

La sfida del prossimo decennio è per l’appunto quella di offrire un computer che sia capace di riconoscere l’utente che lo usa e di comunicare con lui.

Questi obbiettivi non sono sogni irrealizzabili.

Le macchine dotate di intelligenza artificiale esistono già e sono presenti anche nel nostro paese (si pensi alle nuove auto che sono in grado di parcheggiarsi da sole o al pilota automatico degli aerei e dei treni).
Gli androidi invece non sono ancora parte della nostra quotidianità immediata; sono però presenti in quantità minori rispetto agli altri tipi di robot; probabilmente perché sono ancora molto costosi e difficili da realizzare.

Nella parte orientale del mondo invece questi esseri tecnologici sono molto usati anche nelle famiglie: come domestici (da noi c’è il robottino che raccoglie la polvere dal pavimento ma non abbiamo ancora degli androidi in casa).

Gli orientali a tal proposito ci definiscono scettici, quasi arretrati perché non riusciamo ancora ad immaginare possibile una vita a stretto contatto con androidi che siano come noi, o quasi.

Da considerare è il fatto che effettivamente sarà particolarmente difficile creare emozioni sotto forma di codice da inserire nei cuori robotici degli androidi.

Saranno mai come noi? E se saranno migliori di noi? Potranno mai sostituirci?

Ecco perché è in  corso un dibattito morale che ormai continua da anni riguardo alla possibilità che questi robot possano essere uguali o no all’uomo. Magari un giorno potrebbero essere usati per sostituire le persone.

Molti affermano che sia possibile far provare emozioni e creare i ragionamenti anche ai robot con l’uso di particolari codici. Altri sostengono invece che sia impossibile ricreare esattamente i processi che avvengono nella nostra mente o comunque tutte quelle cose che non sono fisiche e che talvolta anche la scienza non riesce a spiegare del tutto.

Detto questo possiamo affermare che l’intelligenza artificiale sia in sviluppo ed abbia fatto passi da gigante, tanto da abbattere i luoghi comuni di chi credeva impossibile riprodurre nella realtà i cloni digitali che appartenevano soltanto all’immaginario della fantascienza.

Le domande “scettiche” che molti si pongono sono: gli androidi costituiranno mai una minaccia per l’uomo? E se a qualcuno venisse l’idea di usare questi robot avanzati per andare contro gli uomini (magari manderanno proprio i robot in guerra e non gli uomini e magari saranno dotati di armi ancora più potenti e distruttive di quelle usate oggi)? Si avvereranno mai gli scenari dei film apocalittici dove le macchine si ribellano ai loro creatori?

Oggi non abbiamo queste risposte, speriamo comunque che la tecnologia non ci sovrasti più di come non stia facendo in questi ultimi anni: che l’uomo non possa più vivere senza tecnologia ormai si sa, la tecnologia aiuta ma tante volte è anche dannosa.

In conclusione questi androidi potrebbero essere molto utili per essere utilizzati come strumenti di precisione o aiutanti instancabili ma speriamo che le guerre macchina- creatore pensati da alcuni registi di fantascienza non si avverino mai.

CondividiShare on FacebookShare on Google+Tweet about this on TwitterShare on TumblrEmail this to someoneShare on LinkedInPin on Pinterest
Categories: Attualità

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *