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Dopo i recenti attacchi terroristici in tutta Europa tra cui ricordiamo Parigi, Bruxelles,Nizza,Londra, Madrid e ora anche Berlino e Istanbul c’è da chiedersi come sia possibile che negli ultimi 15 anni l’Italia non sia mai stata obbiettivo di attacchi terroristici di matrice islamica nonostante la presenza nel Belpaese di circa 13 mila obbiettivi sensibili, anche se abbiamo ormai capito come i terroristi preferiscono luoghi di aggregazione di massa come obbiettivi.
Se poniamo questa domanda ad ogni politico italiano probabilmente otterremo più o meno la solita superficiale risposta: “l’Italia è rimasta finora immune agli attentati grazie al valore e al coraggio degli uomini delle forze dell’ordine, chiamarli uomini potrebbe essere riduttivo… chiamiamoli EROI!!!”. Di sicuro questa risposta soddisfa l’elettore italiano medio, che magari si sente al sicuro sapendo che i paladini della giustizia e difensori dell’ordine in uniforme vegliano instancabilmente sui suoi sogni, ma a noi realisti che non riteniamo le forze dell’ordine eroi ma persone che svolgono il loro dovere accettando tutti i rischi che ne comporta, queste risposte non bastano . Non che si voglia sminuire il valore delle nostre forze dell’ordine, di sicuro uomini validi e indispensabili alla nostra sicurezza, certamente se non fosse per il loro efficiente lavoro questo articolo tratterebbe di come l’ultimo attentato a piazza San Marco o San Pietro abbia fatto più o meno vittime rispetto ai precedenti alla Stazione di Milano, Torino, Bologna…quindi onore e rispetto al lavoro dell’intelligence italiana che finora ha sventato ogni insidia e minaccia attentati.
Tornando alla risposta tipo del nostro onestissimo parlamentare l’italiano medio ringrazia per il chiarimento e giustifica finalmente la crescita delle spese militari nel 2017 (le spese militari si presuppone coincidano con quelle per la difesa, almeno negli stati che come il nostro si pongono garanti della pace mondiale) visto che per il prossimo anno l’esborso complessivo viene stimato in 23 miliardi e 400 milioni, ossia 64 milioni di euro al giorno (un aumento dello 0,7 %rispetto alla dotazione del 2016 e di quasi il 2,3 %in più rispetto alle previsioni) ( fonte “La Repubblica”). Ma a noi realisti queste risposte non bastano…proviamo quindi a far più chiarezza sul rapporto Italia-terrorismo jihadista.
Di certo l’esperienza della lotta al terrorismo interno durante gli anni di piombo e al terrorismo delle organizzazioni mafiose ha avuto gran peso sullo sviluppo dell’intelligence e dell’antiterrorismo italiano , al punto che attualmente il nostro sistema antiterrorismo è riconosciuto da tutti come estremamente efficente. Di certo in campo prevenzione attentati l’intelligence Italiana è una delle più preparate in Europa ma è difficile credere che il solo lavoro dei nostri uomini, se pur magistrale, combinato alle misure preventive addottate dal governo sia sufficente ad evitare qualsiasi attacco nel paese che ospita il cuore della cristianità.
Nell’ultima Relazione annuale dell’intelligence al Parlamento (riferita al 2015) si afferma come i pericoli più grandi per l’Italia consistono dal jihadismo “homegrown” ovvero quello perseguito dai lupi solitari o dai foreign fighters, è un jihadismo legato alla propaganda estremista via internet che si sviluppa lontano dalle moschee e si rivolge soprattutto ai giovani musulmani della seconda generazione di immigrati. Non a caso le misure preventive messe in atto dall’ex ministro dell’Interno e ora ministro degli Esteri Angelino Alfano, consistono nell’espulsione dei cosidetti “sospettati di finalità terroristiche” che finora ammontano a 123. Questa è una politica molto rapida da attuare in quanto non neccessita di nessun processo o condanna ma si basa su sospetti fondati, è efficace sul breve periodo ma non risolve il problema bensì lo posticipa…continuando con queste misure tra qualche anno, quando in Italia si diffonderà un ampia seconda generazione di immigrati islamici, ci troveremo ad affrontare li stessi problemi che stanno vivendo attualmente Francia e Germania dove l’ideologia jhiadista è favorita dalla maggior presenza di immigrati, che spesso si trovano a vivere in veri e propri ghetti cammuffati.
Il fatto che in Italia non abbiamo ancora subito attentati è di certo determinato dal minor numero di immigrati rispetto a Francia e Germania e alla loro maggior integrazione ,anche se esiste un corridorio dai Balcani al Nord Europa che tocca fisicamente le regioni italiane di frontiera come Veneto, Alto Adige, Piemonte e città lombarde con grande concentrazione di immigrati come Brescia e l’hinterland milanese dove si incontrano i soggetti più deviati delle comunità maghrebine e balcaniche, convertiti all’estremismo con la propaganda via web, che formano così cellule collegate con altri estremisti islamici sparsi in tutto il paese. Questa rete di estremisti crea basi di transito per i jhiadisti interessati ad arrivare in Nord Europa. Appare perciò chiaro come gli estremisti vedano nell’Italia un paese di transito…c’è perciò da chiedersi se i terroristi siano realmente interessati a colpirci o preferiscano sfruttare il nostro paese come porta d’accesso per l’Europa. A dimostrazione di questo nel Novembre 2015 fu sradicata un importantissima organizzazione che operava in tutta Europa con basi anche a Milano , Bolzano e Merano. Ma la lista delle città italiane dove sono presenti cellule estremiste è lunga: da Roma a Como, ma anche Bergamo,Massa Carrara, Pordenone, Cagliari, Siena e tante altre. Queste organizzazioni segrete oltre ad essere un pericolo per il paese finanziano attentati soprattutto in Pakistan e gestiscono traffici di migranti dalle regioni mediorientali e nordafricane all’italia. Appare evidente come per le organizzazioni estremiste islamiche l’Italia rappresenta un business, non a caso c’è un’indagine complessa in corso, su cui lavorano più procure sotto il coordinamento della Superprocura antimafia e antiterrorismo, secondo cui a dirigere il traffico degli scafisti, in certi porticcioli della Libia e dell’Egitto, vi sarebbero “soggetti vicini all’Isis”, che così controllano, sia pure indirettamente, i flussi di immigrazione clandestina. Ecco come anche i flussi migratori che toccano il nostro paese potrebbero costituire una miniera d’oro per assocciazioni terroristiche come Isis.
La verità è che il nostro paese è fondamentale per le organizzazioni terroristiche che qui individuano un florido business.
La verità è che in Italia ospitiamo a nostra insaputa ostelli per jhiadisti e reti che finanziano ed incentivano il terrore religioso in tutta Europa.
La verità è che molti degli attentatori in Europa si sono radicalizzati in carcere e i carceri italiani sono considerati ad alto rischio radicalizzazione ( non a caso il principale sospettato dell’attentato di Berlino aveva trascorso quattro anni di carcere in Italia).
La verità è che in Italia mancano quasi totalmente politiche di prevenzione della radicalizzazione e della de-radicalizzazione delle persone già indottrinate.
La verità è che il nostro governo combatte queste organizzazioni con politiche poco efficaci sul lungo tempo scaricando così il peso del problema alle generazioni future.
La verità è che purtroppo in Italia la verità spesso si ignora.
La verità è che toccherà a noi giovani risolvere tutto ciò e impedire che la nostra patria venga soggiogata dal terrorismo islamico. Noi giovani italiani vogliamo arrivare alla verità, perchè riteniamo sia il primo passo per compiere la purificazione societaria.

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Categories: Attualità

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