“Non si uccidono le persone”: l’intervista alla prof.ssa A. R. sull’aborto

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Aborto: favorevole o contraria?

Sono contraria. C’è un educazione di base che porta a fare determinate scelte, e queste scelte vanno fatte anticipatamente rispetto al problema. Esiste l’uso di contraccettivi per esempio. Ci dev’essere una consapevolezza nel momento in cui vengono prese determinate scelte.

Lei non ritiene che una donna incinta abbia la libertà di poter decidere?

Può scegliere, ma se si trova nella condizione di scegliere dopo vuol dire che prima non ha maturato una consapevolezza della sua vita sentimentale e sessuale. Ci dev’essere una educazione alla base. Io personalmente lo terrei: non si uccidono le persone.

Se una ragazza si trova incinta ma le sue possibilità economiche sono scarse, è lecito abortire?

Una madre non deve trovarsi nella condizione di dover decidere in base alla sua situazione economica. Perché in uno stato di economia avanzata come il nostro dovrebbe esserci una struttura che protegge e che aiuta le ragazze-madri. Per esempio, in Germania ci sono delle babysitter all’università per le ragazze-madri. Siamo noi qui che non abbiamo una concezione matura del welfare state.

Lei ritiene dunque che un’educazione a monte possa prevenire determinati problemi.

L’educazione familiare, scolastica. Ma anche uno Stato che deve essere più presente, più vicino alle difficoltà delle persone. Un figlio non è un peso se sostenuto da sistemi sociali appropriati. Credo in Italia non sia così, e si debba lavorare duro per assicurare il giusto supporto sociale ad ogni individuo. In questo momento, purtroppo, le famiglie se la devono cavare da sole.

 

 

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