Un mondo che vuole (e deve) cambiare

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Per troppi anni il mondo ha usufruito di fonti energetiche inquinanti e non sostenibili come il carbone e il petrolio; certo lo sviluppo economico e tecnologico negli ultimi decenni c’è stato ed è stato anche molto rapido ma forse è arrivato il momento che l’umanità rallenti prima che inquinamento e cambiamenti climatici causati dall’effetto serra diventino irreversibili ed estremamente dannosi.

Nonostante la discutibilissima politica ambientale del neoeletto presidente degli Stati Uniti d’America, Donald Trump, il quale ha di recente dichiarato che non solo investirà di più sul carbone ma anche che toglierà qualsiasi limite di emissioni alle centrali elettriche, il mondo sta dando segni postivi in materia ambientale e un cambio di direzione orientato verso energie pulite e rinnovabili sembra sempre più realizzabile.

Ecco alcuni dei paesi più degni di nota in questo ambito:

Germania: è stato uno dei primi paesi ad investire sulle energie rinnovabili facendosi apripista per l’energia fotovoltaica; oggi ricava energia da quasi tutte le energie alternative a combustibili fossili e nucleare (eolico, solare, idroelettrico e la biomassa), coprendo così il 78% del fabbisogno energetico interno.

Curiosamente l’8 maggio 2016, una domenica, la bassa domanda di energia unita al sole splendente e al soffiare del vento ha fatto si che il prezzo medio dell’energia sia stato negativo -0,8 €/MWh con picchi di -11.36 €/MWh, in poche parole i tedeschi per quella domenica sono stati pagati per consumare. Wunderbar!

Irlanda: sebbene l’ex Tigre Celtica non sia tra i paesi che attualmente investono di più sull’energia rinnovabile gli va riconosciuto un importante traguardo: dopo l’approvazione del “Fossil Fuel Divestment Bill 2016” l’Irlanda mira a diventare un paese libero dai combustibili fossili, gesto già compiuto dalla Norvegia, la quale però non ha tagliato l’investimento sul petrolio di cui resta il 3° esportatore mondiale

Cina: nonostante sia uno dei maggiori emettitori di CO2 al mondo, si colloca al primo posto nel mondo per la produzione di energia eolica: con una domanda energetica che cresce del 10% annuo è indispensabile assicurarsi nuove fonti di energie e se queste consentono di risanare il paese estremamente inquinato tanto meglio.

Costa Rica: oltre ad essere l’unico paese al mondo senza esercito fin dal 1949, il paese mira a diventare totalmente indipendente dai combustibili fossili entro il 2021, obiettivo che ci si aspetta riuscirà a raggiungere dato che nel 2015 il 99% dell’energia consumata nel paese proveniva da fonti rinnovabili come idroelettrico, geotermico, solare e l’eolico reperibili grazie alla favorevole posizione del paese tra mare e montagna.

Uruguay: il primo dopo solo dieci anni di investimenti è riuscito ad ottenere il 95% del fabbisogno energetico da fonti rinnovabili in primo luogo eolico e solare. Il segreto? Una strettissima collaborazione tra stato e privati per l’obiettivo comune.

Ed in Italia? A giugno 2016 è stato raggiunto, con 4 anni di anticipo, l’obiettivo prefissato dall’Unione Europea: ottenere il 50,5% dell’energia prodotta nazionalmente da fonti rinnovabili. DI tutta l’energia rinnovabile prodotta in Italia a trainare è l’idroelettrico (il 39% circa), seguito dal fotovoltaico (21%), dall’eolico (19%), dalle biomasse (16%) e dal geotermico (5%).

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