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“IN MATERIA DI COSCIENZA, LA LEGGE DELLA MAGGIORANZA NON HA VALORE”

In materia di coscienza, la legge della maggioranza non ha valore, così recita un celebre aforisma del mahatma Gandhi.

La coscienza (dal verbo latino “conscire” essere consapevole) indica la cognizione che qualsiasi persona ha di sé e dei propri contenuti mentali. Pregio nella società ellenica arcaica, importantissima “virtus” presente nel parco valori che ogni cittadino dell’antica Roma sentiva proprio, è da sempre stata cardine e caposaldo della cultura occidentale.

Oggigiorno, nella nostra società basata sull’economia e ciò che è ad essa relativo, la coscienza, componente fondante dell’animo umano va sempre più scemando, spinta del peso della ricerca del profitto e del potere. Nel nostro tempo è visto come uomo virtuoso colui che si è realizzato da un punto di vista economico attraverso qualsiasi mezzo pur andando contro la legge e i suoi principi morali.

Concordi con il pensiero di Gandhi siamo da soli davanti alla nostra coscienza che in base alle nostre azioni pensieri è capace di condannarci al rimorso e all’infelicità o di elevarci alla condizione di essere umano realizzato, felice, in pace con se stesso e con gli altri.

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